ilrichiamodellaforesta


IL RICHIAMO DELLA FORESTA

di Jack London

traduzione di Edda Squassabia
riduzione teatrale di Filippo Garlanda
Filippo Garlanda (voce), Giovanni Colombo (pianoforte)

Old longings nomadic leap,
Chafing at custom’s chain;
Again from its brumal sleep
Wakens the ferine strain.
L’antico desiderio del nomade risorge,
ribellandosi alla catena delle abitudini;
l’istinto animale si ridesta
dal suo letargo.
(John Myers O’Hara)

Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo che guai si preparavano da Puget Sound fino a S. Diego, non solo per lui, ma per qualunque bastardone di muscolatura robusta e di pelo spesso e caldo. Infatti, a furia di rovistare nelle tenebre dell’Artico, gli uomini avevano trovato un metallo giallo e le compagnie di navigazione e trasporti stavano sbandierando e gonfiando la notizia, cosicché a migliaia accorrevano verso le regioni del nord. Quegli uomini avevano bisogno di cani e li cercavano di grossa taglia, resistenti alla fatica, con muscoli forti e una folta pelliccia che li proteggesse dal gelo.

Jack London cantato e raccontato, con un pianoforte che suona blues grandi come la foresta o frenetici come la folle corsa all’oro o avvolgenti come un fuoco in mezzo alla neve del Klondike.

presentazioneinfo
foto 27.10.2019 24.9.2019