migration


MIGRATION

ABOUT MOTHER EARTH

concerto performance
Brescia Wind Orchestra
dirige il M° Davide Pozzali
coreografia corale, parole e interpretazione di Filippo Garlanda
con i performers dell’associazione tortor per i diritti dei rifugiati
Migration Symphony eseguita in prima europea il 2 febbraio 2019

Io vorrei dirvi l’incanto, la bellezza e il male che fa, anche, alle volte, camminare. Vorrei dirvi del sogno, di fronte, e dell’inesorabile addio che batte nel cuore, l’inesorabile addio a tutto quello che c’era e che ora rimane, abbandonato, alle spalle. Vorrei dirvi di quando camminando si tiene in braccio un bambino e quello, cullato dal dondolare dei passi si addormenta, vorrei dirvi che questo accade fin dalla notte dei tempi (quando tutti eravamo nomadi pastori o cacciatori camminanti e dondolanti per praterie e montagne e lungo le valli) e che questo accade ancora, a ogni bambino nuovo che nasce e meravigliosamente si ricorda di questa antica abitudine umana.

Schoenberg’s Migration Symphony no. 2

I piedi per camminare, gli occhi che incontrano altri occhi, le mani che portano scritti sul palmo i segni di quel che abbiamo vissuto. Da questi tre fondamenti di umanità ci siamo mossi per creare una partitura fisica che insieme alla musica suoni e risuoni nei piedi, negli occhi e nelle mani di chi ascolta.

L’orchestra e i corpi dei dieci performer, che si muovono come coro muto negli spazi liberi della platea, raccontano di una migrazione, dei pericoli del viaggio per terra e per mare, della paura di chi arriva e di chi accoglie; della necessità, della ricchezza e della bellezza d’incontrare e ritrovarsi in un altro, della ricerca della propria terra.

Maslanka’s Symphony no. 4

Dalla stessa materia terrestre provengono la danza, il canto, la musica. L’impulso creativo dell’essere umano mette le sue radici nella Terra, nella madre della vita.

Maslanka descrive la sua quarta sinfonia come «il sorgere spontaneo dell’impulso ad urlare per la gioia d’esser vivi» ed è un urlo potente, un canto profondo che risuona sugli altipiani fra i monti e ovunque sulla Terra.

Il coro muto, permeato di questa umana vitalità, dalla terra sorge, raccontando con l’orchestra l’origine e lo sviluppo del mondo nei suoi elementi costitutivi: i grandi movimenti delle zolle, la terra che si fa pietra e viceversa, la tensione del fuoco verso l’aria, l’oscillar dei mari e le grandi piogge; e poi la vita animale e umana e il ciclo infinito di morte e rinascita.

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foto 2.2.2019